insufficienza cardiaca

sintomatologia - diagnosi

Ci sono delle regole di comportamento per affrontare bene lo scompenso cardiaco?

I farmaci da soli non bastano per tenere sotto controllo i sintomi. Lo scompenso cardiaco abitualmente richiede un certo cambiamento dello stile di vita e delle abitudini sanitarie, è necessario assumere abitudini più salutari e impegnarsi a mantenerle. L'attenzione e l'impegno costante a seguire alcune semplici regole consentono di raggiungere la stabilità clinica e riducono il rischio di ricadute.

  1. Ridurre l'apporto di sale. Il sale è causa di ritenzione di liquidi nell'organismo. Bisogna imparare a limitare l'uso di sale durante la preparazione dei cibi. È necessario ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto di sodio (insaccati, cibi in scatola, dado da cucina). Particolare attenzione con gli alimenti contenenti sale "nascosto", come i cibi surgelati o in scatola, e le carni lavorate. Prodotti quali hot dogs, salame, e zuppe pronte spesso ne contengono una grande quantità. Controllare le etichette con i valori nutrizionali per accertarsi del contenuto di sale.

  2. Ridurre l'apporto di liquidi. L'acqua introdotta, se non viene eliminata a causa di un malfunzionamento del rene, si accumula nell'organismo e accentua i sintomi da congestione. La quantità viene stabilita dal medico secondo le condizioni cliniche e bisogna impegnarsi a rispettarla.

  3. Limitare l'assunzione di alcool. L'eccesso di alcool provoca dilatazione e indebolimento del cuore, quindi può aggravare una malattia cardiaca preesistente. Se si assumono bevande alcoliche, conviene smettere o al massimo concedersi solo una bevanda al giorno. Ciò significa un bicchiere di birra o di vino, o una miscela o cocktail che non contengano più di 30 grammi circa di alcool.

  4. Evitare di fumare. La nicotina determina restringimento dei vasi sanguigni, aumenta il carico di lavoro del cuore e riduce l'apporto di sangue al cuore attraverso le arterie coronariche.

  5. Ridurre, quando è presente, il sovrappeso. Il peso superfluo comporta un sovraccarico per il cuore. La dieta, meglio se impostata dal dietologo, deve condurre alla perdita di peso in maniera graduale. Quando coesistono diabete o iperglicemia, va osservato scrupolosamente l'adeguato regime dietetico e farmacologico.

  6. Evitare la costipazione. Lo sforzo della defecazione può causare la comparsa di disturbi (respiro affannoso, dolore al petto) e va pertanto evitato. È utile assumere quotidianamente un sufficiente quantitativo di fibre con la dieta.

  7. Curare con attenzione l'igiene personale. Lo scompenso cardiaco comporta una maggiore suscettibilità alle infezioni e quindi vanno accuratamente evitate possibili fonti di contagio. È consigliabile la vaccinazione anti-influenzale all'inizio della stagione invernale.

  8. Curare bene eventuali malattie associate come il diabete, l’ipertensione arteriosa, l’ischemia miocardica, le aritmie, la bronchite cronica: il mancato controllo di questi fattori può far precipitare lo scompenso.
     

Vivere con lo scompenso cardiaco significa che dovrete modificare il vostro stile di vita, e le vostre abitudini.

Un individuo con scompenso cardiaco non è un individuo finito: con l’aiuto di un cardiologo che elaborerà un adeguato programma terapeutico, può svolgere una regolare vita di relazione. Man mano che si apprende a vivere con lo scompenso cardiaco si possono scoprire nuove soddisfazioni e nuovi piaceri. I cambiamenti nella vita quotidiana possono essere positivi e gratificanti. Le restrizioni in campo lavorativo possono condurre ad attività ricreative interessanti e gradevoli. Lo svago può rappresentare una parte importante della vita quotidiana. I rapporti sessuali possono essere estremamente piacevoli, se con il partner si scoprono modi meno affaticanti per esprimere e condividere affetto.

 

I sostegno della famiglia

I familiari sono una fonte notevole di sostegno e di incoraggiamento. Per quanto è possibile vanno coinvolti in tutte le decisioni che riguardano lo stile di vita e la capacità di lavorare. Il sostegno da parte della famiglia può essere importante specialmente mentre ci si adatta ai cambiamenti indotti dalla malattia e per affrontare le difficoltà psicologiche. Occorre che il paziente faccia sapere ai familiari come aiutarlo al meglio.

I vostri familiari possono aiutare a:

• tenere un elenco dei farmaci

• preparare pasti specifici

• fare esercizio fisico

• realizzare un trattamento corretto dello scompenso cardiaco.

 

 

Come affrontare la vita quotidiana?

Molte persone si adattano ai limiti imposti dallo scompenso cardiaco, e tuttavia conducono ugualmente una vita attiva. La maniera in cui lo scompenso cardiaco compromette la salute dipende dalla sua gravità. Uno scompenso lieve può avere scarse ripercussioni sulla vita lavorativa o sul tempo libero. Uno scompenso grave, invece, può impedire di svolgere ciò che prima riusciva agevole. Occorre parlare con il medico a proposito di:

• lavoro: è possibile ancora lavorare? a tempo pieno o part-time?

• svago: è possibile concedersi qualche svago e/o qualche gioco? quali? Fare escursioni, nuotare, assistere ad eventi sportivi?

• tempo libero: quali viaggi si possono fare? quali attività svolgere: giardinaggio, attività di volontariato?

• vita sessuale: quali sono le attenzione da osservare?

 

 

1. Lavoro o riposo assoluto?

Le indicazioni a svolgere l'attività lavorativa devono essere di volta in volta stabilite dal medico in base alle condizioni cliniche ed al tipo di attività lavorativa.

Una forma lieve di scompenso cardiaco non controindica una attività lavorativa tranquilla che non comporti un eccessivo carico psicofisico per l'organismo.

Il riposo assoluto è dannoso all'organismo in presenza di scompenso cardiaco.

Può essere viceversa molto utile ed importante in caso di peggioramento acuto dei sintomi e segni di scompenso. In questi casi il medico deciderà poi sull'opportunità di una ospedalizzazione.

 

2. Come organizzare l'attività fisica?

È bene svolgere regolarmente un'attività fisica sotto la supervisione del medico che sa anche consigliare il programma di attività fisica da svolgersi a domicilio sulla base delle condizioni cliniche. Molte persone con scompenso cardiaco affermano di sentirsi meglio se praticano un'attività regolare. In genere ci si può esercitare con sicurezza in casa o presso una struttura controllata come un centro di riabilitazione, una palestra, un centro ricreativo.

Le attività fisiche comprendono:

• camminare

• pedalare

• nuotare

• esercizi aerobici a basso impatto.

È bene informarsi correttamente prima di iniziare eventualmente interpellando uno specialista in riabilitazione cardiologica, per pianificare e controllare un programma di esercizi. Può essere utile un test di sforzo per appurare fino a dove si può arrivare senza correre rischi.

 

È necessario attenersi strettamente alle indicazioni del medico:

  • Non esercitarsi subito dopo i pasti.

  • Esercitarsi in condizioni climatiche ideali (mai in ambienti troppo freddi, caldi, umidi).

  • Fare sempre precedere la fase di esercizio vera e propria da una fase di riscaldamento.

  • Eseguire l'esercizio secondo le modalità consigliate.

  • Osservare sempre i tempi di recupero.

  • L' attività sessuale non è controindicata, ma ogni dubbio deve essere chiarito con il medico.

Avvisare sempre il medico in caso di comparsa, nello svolgimento delle attività ordinarie, di nuovi disturbi in particolare:

  • malessere al torace

  • senso di affaticamento grave e inconsueto

  • battito cardiaco eccessivamente rapido o irregolare

  • difficoltà respiratorie

  • nausea.

Prima di consigliare l'esercizio a domicilio, il medico potrà ritenere necessario un periodo di attività fisica in ambiente protetto sotto controllo medico per valutare la risposta dell'organismo e il comportamento dei principali parametri cardiovascolari (frequenza cardiaca, pressione arteriosa) durante lo sforzo.

 

 

Quali sono i segnali di pericolo?

Ci sono dei segni e dei sintomi che segnalano un peggioramento della malattia:

  • improvvisa e grave difficoltà respiratoria a riposo, che costringe alla posizione seduta

  • dolore al petto

  • stanchezza inconsueta

  • tosse importante, specialmente notturna

  • riduzione della quantità di urina giornaliera accompagnata da gonfiore dei piedi e delle caviglie

  • incremento del peso corporeo (1-1,5 Kg o più in una settimana)

  • vertigini o svenimenti

Quando si manifestano è bene consultare il proprio medico di fiducia

 

 

Quali fattori possono aggravare la malattia?

Esistono dei fattori intercorrenti nella storia della malattia che possono determinare un peggioramento dei sintomi.

 

Alcuni di questi sono la conseguenza del man­cato rispetto delle prescrizioni mediche:

  • alimentazione eccessiva ed inadeguata (eccesso di sodio)

  • situazioni ambientali e climatiche sfavorevoli (alta montagna, caldo umido)

  • riduzione inappropriata della terapia

  • stress emotivi (nella vita lavorativa od affettiva)

  • eccessivi strapazzi fisici (viaggi, attività fisica inadeguata).

 

In altri casi sono essi stessi una complicanza della malattia:

  • aritmie

  • infezioni (delle vie respiratorie, delle vie urinarie, delle vie biliari)

  • malattie intercorrenti di varia natura (polmonari, renali, epatiche)

  • comparsa di una seconda cardiopatia (infarto del miocardio, peggioramento di un difetto valvolare)

  • comparsa di anemia.

Come fare per autogestirsi?

  1. Imparare a conoscersi.In particolare conoscere il proprio stato di benessere, quando questo viene turbato, riconoscere la propria ansia e control­larla, riconoscere i limiti entro i quali ci si può muovere senza che si presentino sintomi.

  2. Imparare a misurare le pulsazioni cardiache. Le pulsazioni sono rilevabili in corrispondenza delle arterie principali del nostro organismo (al collo, al polso). La punta dell'indice, del medio e dell'anulare devono essere posizionate in corrispondenza dell'arteria in modo da percepire le pulsazioni; si contano quindi i battiti per 15 secondi e si moltiplica il valore per 4. Le pulsazioni vanno rilevate quotidia­namente, anche più volte al giorno se indicato dal medico e trascritte in un diario. Devono essere rileva­te secondo indicazione medica durante l'attività fisica.

  3. Imparare a misurare la pressione arteriosa. Sono oggi disponibili apparecchiature elettroniche per la rilevazione della pressione arteriosa a domicilio. Queste apparecchiature, se correttamente utilizzate e periodicamente revisionate, forniscono valori attendibili. La pressione arteriosa va rilevata quotidianamente, anche più volte al giorno se indicato dal medico, e trascritta in un diario.

  4. Imparare a riconoscere i segni della ritenzione di liquidi. Gonfiore degli arti inferiori, difficoltà di respiro durante sforzi o nell'assumere la posizione sdraiata, tosse, frequente necessità di urinare durante la notte (nicturia) devono diventare campanelli di allarme e devono spingere a consultare il medico.

  5. Controllare quotidianamente il peso corporeo. È importante pesarsi ogni giorno, al mattino a digiuno. L'incremento rapido del peso corporeo è espressione della ritenzione di liquidi e va segnalato al medico. È consigliabile disporre a domicilio di una bilancia elettronica che riporti i chilogrammi ed almeno un decimale.

  6. Controllare i liquidi introdotti quotidianamente. È opportuno riportare quotidianamente in un diario la quantità di acqua o altre bevande che vengono assunte.

  7. Controllare la quantità di urina eliminata. La frequenza del controllo viene consigliata dal medico che deve essere avvisato nel caso si riduca la quantità usuale.

  8. Imparare a riconoscere i principali effetti collaterali dei farmaci.Alcuni effetti collaterali possono creare una situazione di pericolo, pertanto alla loro comparsa va con urgenza avvisato il medico. In terapia con digitale: un eccessivo rallentamento del battito cardiaco, battito cardiaco irregolare, nausea. In terapia con diuretici e farmaci vasodilatatori: vertigini importanti, spossatezza inusuale, perdita dell'equilibrio.

  9. Rispettare la scadenza dei controlli ed eseguire gli esami richiesti.

 

Promemoria per ottenere i migliori risultati

Assumere regolarmente i farmaci prescritti.

Adeguare lo stile di vita.

Imparare ad autogestirsi a domicilio.

Seguire ogni consiglio suggerito dal medico.

Rispettare i controlli medici.

Richiedere eventualmente un controllo anticipato se ci sono problemi.

Chiarire con il medico ogni dubbio, porgli tutte le domande per comprendere la malattia e il piano di cura.

 

Si può prevenire?

In termini di prevenzione primaria dello scompenso cardiaco occorre ricordare che è necessario "prevenire" l'iniziale danno miocardico agendo su tutti i fattori di rischio noti come il diabete, l'ipertensione arteriosa, i livelli plasmatici di lipidi, la dieta, l'esercizio fisico ed il fumo.

Se il danno miocardico è già presente (es. Infarto miocardico) dobbiamo intervenire in prevenzione secondaria ovvero:

  • prevenire l'ulteriore perdita di miociti, se possibile (ad esempio per ischemia ed apoptosi);

  • attenuare il rimodellamento ventricolare (ACE-inibitori a b-bloccanti);

  • ridurre il rischio di morte improvvisa.

 

 

 

Approfondimenti

L'insufficienza miocardica si manifesta in maniera acuta oppure si instaura lentamente, con il carattere della cronicità. In essa le prestazioni, richieste alla pompa cardiaca nelle varie situazioni dall'organismo, sono superiori a quelle massime che questa è in grado di fornire.

La prestazione cardiaca è definita fondamentalmente dalla quantità di sangue espulsa in un determinato periodo, ad esempio in un minuto, e dalla pressione esercitata nell'occasione dai ventricoli. Essa è proporzionale ad ambedue i fattori (prescindendo dal lavoro necessario per imprimere velocità al sangue) ed oscilla fra un valore minimo ed un valore massimo.

1. Il valore più basso, la prestazione cardiaca minima, corrisponde alla prestazione in condizioni basali. Essa aumenta, se al cuore sono richieste prestazioni supplementari, sia per effetto di un sovraccarico pressorio che volumetrico.

  • Il sovraccarico pressorio può essere legato ad uno stato ipertensivo (nel grande o nel piccolo circolo) oppure ad una stenosi a livello del sistema circolatorio: stenosi valvolari e più raramente ai restringimenti in sede pre- o post-valvolare (stenosi del cono, stenosi dell'istmo aortico).

  • Nel caso, invece, di u sovraccarico volumetrico, con ogni sistole il cuore deve far progredire un maggior volume ematico, il che avviene ad esempio in presenza di insufficienze valvolari e di shunts da persistenza del dotto arterioso di Botallo, da difetto settale atriale o ventricolare e, raramente, in presenza di un aneurisma

 

2. La prestazione massima, che il cuore è in grado di fornire, e cioè la massima capacità funzionale cardiaca, può subire un incremento per effetto di adattamenti strutturali del miocardio (ipertrofia) ad una maggiore richiesta a carattere cronico o recidivante (sovraccarichi pressori o volumetrici, cuore d'atleta).

Essa raggiunge i suoi limiti estremi con l'esaurimento delle possibilità di adattamento, e cioè in presenza di un peso cardiaco di circa 500 gr. La massima capacità funzionale viene ridotta da affezioni miocardiche su base strutturale o funzionale (miocardiosclerosi, miocardite, infarto, turbe metaboliche) o da un ostacolo al riempimento (versamento pericardico, cuore a corazza).

 

3. L'intervallo fra prestazione cardiaca minima e massima capacità funzionale costituisce la riserva cardiaca. Essa definisce i limiti di adattamento del cuore nei confronti di sovraccarichi acuti.

Mentre l'aumento della massima capacità funzionale è legato ad una ipertrofia miocardica strutturale che si instaura. solo nel corso di settimane, in questo caso entrano in gioco le riserve immediate di ordine funzionale, insite nel miocardio, la cui mobilitazione consente l'aumento di prestazione. Queste riserve immediate sono costituite dalla capacità del cuore di elevare la propria frequenza e il proprio volume sistolico, ciò che si realizza, per quest'ultimo, in primo luogo attraverso una riduzione del volume residuo sistolico e successivamente attraverso un aumentato apporto ematico dalla periferia. Un aumento di prestazione è infine possibile per l'azione inotropa positiva del simpatico.